Castelmagno non vinta

L’anno prossimo faranno 50 anni dalla pubblicazione de Il mondo dei vinti: «Nella Valle Grana, fino all’altezza di Pradleves, i segni delle “buste paga” e del turismo sono visibili. Poi comincia il “terzo mondo”, la strada si inerpica tra i dirupi, le rare case appollaiate sull’alto come fortezze. Campomolino, la capitale della zona di Castelmagno, conta ancora ventitré abitanti residenti. Riolavato, Narbona, Batuira, sono ormai frazioni spente. Al Colletto sedici abitanti, a Nerone, due; a Chiotti, sei; a Chiappi, venticinque. Una popolazione di anziani e vecchi. Chi non conosce il piccolo mondo di Castelmagno ignora che cosa vuol dire non mollare, non arrendersi. Una popolazione emarginata, bastonata, dissanguata da sempre, lontana anni-luce non soltanto da Torino e Roma, ma da Cuneo. Un Comune che amministra un bilancio di miserie. Nell’autunno del 1971 l’autorità scolastica di Cuneo decise di chiudere per sempre la scuola di Castelmagno: il numero di scolari era sceso sotto la quota minima, sotto la quota cinque». Oggi, in tutta Castelmagno, 46 elettori residenti. Tutta la generazione che Nuto fece parlare al suo magnetofono è morta. In quegli anni Settanta però Castelmagno fu amata da un piccolo grande uomo, Gianni De Matteis.

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